Riceviamo e pubblichiamo la recensione al libro La bellezza fatale di Vannina Micheli-Rechtman di Marie Allione.
Magnificamente introdotto da Georges Vigarello, storico e autore di una importante Storia della bellezza, il libro di Vannina Micheli-Rechtman apre una riflessione sulla dimensione sociale dell’anoressia nervosa, in un momento in cui la questione dell’immagine sta animando il dibattito contemporaneo.
Vannina Micheli Rechtman coinvolge il lettore in una profonda riflessione sulla bellezza, sulla apparenza e sulle rappresentazioni del corpo femminile. Il libro è ricco di esempi tratti dalle opere di grandi fotografi di moda: l’autrice sottolinea l’importanza della fotografia nell’affrontare l’immagine corporea nella lotta contro i disturbi alimentari. Analizza i numerosi sforzi compiuti dai legislatori per regolamentare la professione di modella, particolarmente vulnerabile alla magrezza e totalmente assorbita dalla speranza di essere scelta per le sfilate dei grandi stilisti. Alcune hanno perso la vita a causa di questo…
Un capitolo è dedicato a un’intervista con Sarah Moon, prima modella e poi fotografa e regista di moda. Uno scambio ricco e rivelatore dei nostri tempi.
L’autrice esplora anche la questione clinica dei disturbi alimentari e della femminilità, sia da una prospettiva storica e sociale, che psicoanalitica: una prospettiva nuova e davvero interessante per i clinici.
Vannina Micheli-Rechtman concentra la sua attenzione anche sulla rappresentazione delle donne nei videogiochi e nel cinema con due esempi lampanti: uno, un’eroina moderna di un videogioco, Lara Croft; e l’altro, la famosa attrice Gena Rowlands, diretta da John Cassavetes.
L’autrice considera che i disturbi alimentari – divenuti un fenomeno globale – sono legati alla questione del ruolo delle immagini nella formazione delle identità moderne. Tuttavia, evidenzia segnali di un cambiamento fondamentale in atto, tra cui il ritorno a una maggiore autenticità nell’aspetto fisico: di questa, alcune celebrità si sono fatte ambasciatrici.
Dunque, un libro prezioso per tutti coloro che si prendono cura di persone alle prese con lo sgomento dell’irriducibile patologia dell’immagine che le anoressiche ci presentano: un libro che apre ricche riflessioni culturali, storiche e psicoanalitiche per pensare e porsi correttamente di fronte a questa problematica clinica.
