Laboratorio Permanente di Clinica Psicoanalitica

La seduta, quella giusta. I momenti decisivi in una cura


Come può accadere allora che, attraverso l’operazione del significante, ci sono delle persone che guariscono? Poiché è proprio di questo che si tratta. Che ci siano delle persone che guariscono, è un dato di fatto. Freud ha sottolineato che non era necessario che l’analista fosse posseduto da un desiderio di guarire; ma è un fatto che ci siano delle persone che guariscono, e che guariscono dalla loro nevrosi, o addirittura dalla loro perversione. Com’è possibile? Malgrado tutto quello che ne ho eventualmente detto, non ne so niente. È una questione di trucco (truquage).

J. Lacan, Intervento conclusivo al 9° Congresso dell’École Freudienne de Paris su “La trasmissione”. Pubblicato nelle Lettres de l’École, 1979, n° 25, vol. II, pp. 219-220

In ogni percorso analitico, ci sono dei passaggi cruciali in virtù dei quali l’andamento della cura subisce una svolta irreversibile, un mutamento di direzione che si associa, ad esempio, alla risoluzione di un sintomo, oppure ad un inatteso cambiamento degli abituali schemi di vita, o all’emersione di materiale inconscio capace di illuminare zone psichiche rimaste in ombra, o ancora, allo sviluppo di transfert che modificano l’economia pulsionale, ed altro. Passaggi nei quali il trattamento psicoanalitico si dimostra efficace e capace di scuotere economie pulsionali dominate, fino a quel momento, da meccanismi di fissazione e di ripetizione sintomatica. 

Il ruolo svolto dall’analista è determinante. Sappiamo, infatti, che quell’esito positivo è stato reso possibile dalla posizione che egli ha occupato nel transfert, dall’interpretazione che ha fornito o dall’atto che ha compiuto. Ma come si è arrivati a quel punto? Cosa ha spinto l’analista ad assumere quella postura specifica? Cosa in realtà è accaduto in quella seduta particolare o in quella sequenza di sedute? 

Il PFP istituisce il Laboratorio Permanente di Clinica Psicoanalitica, uno spazio di discussione sul caso clinico focalizzato sul terapeuta e, in particolare, sulla riuscita della sua azione. Ogni partecipante al Laboratorio sarà invitato a individuare i momenti decisivi della cura che ha diretto, quei momenti nei quali è successo qualcosa che ha mutato il corso del trattamento; quale è stato il ragionamento che ha motivato il suo atto? Quale è stata la logica della sua interpretazione? Perché quel taglio e perché proprio in quel momento? A quali elementi del discorso dell’analizzante ha dato rilievo e come ha risposto ad essi? E quale è stato l’effetto? Insomma, il praticante analista avrà l’occasione di spiegare il principio etico che lo ha spinto ad agire in un determinato modo, entrando nei dettagli delle dinamiche che si sono dispiegate nelle sedute ritenute fondamentali e risolutive.

L’esposizione del caso sarà seguita da una discussione aperta a tutti i partecipanti, nello spirito di partecipazione collettiva indirizzata verso la ricerca di una possibile formalizzazione della pratica e della trasmissione dell’esperienza clinica.  

gli iscritti al PFP in possesso di diploma di specializzazione in psicoterapia o psichiatria e i laureati e abilitati alla professione di psicologo o medico (membri e partecipanti clinici).

APPUNTAMENTI

15 NOVEMBRE 2025, BOLOGNA
c/o Hotel NH Bologna de la Gare,
Piazza XX Settembre 2
ore 11.00-13.00

13 GIUGNO 2026, GENOVA
Sala delle donne di Palazzo Ducale,
Piazza Raffaele de Ferrari
ore 10.00 – 13.00

28 NOVEMBRE 2026, PERUGIA
Luogo da definire
ore 10.00-13.00