

Venerdì 11 aprile 2025 ore 14:00 – 17:00
DAMSLab Auditorium – Piazzetta P.P. Pasolini 5b – Bologna
Venerdì 11 aprile 2025 ore 18:30 – 19:30
Libreria Confraternita dell’uva – Via Belmeloro 1/E – Bologna
Sabato 12 aprile 2025 ore 15:30 – 18:30
Fondazione Lercaro – Via Riva Reno 57 – Bologna
(ingresso dal num. civico 55)
Roland Gori è psicoanalista, membro di Espace Analytique, professore emerito di psicopatologia clinica all’Università di Aix-Marseille, autore di numerosi libri. Presente in importanti luoghi della cultura francese e attivo non solo negli spazi accademici ma anche nei dibattiti pubblici, da oltre vent’anni porta avanti una riflessione sulla crisi del mondo contemporaneo che intreccia i molti saperi frequentati da questo instancabile intellettuale: psicoanalisi, filosofia, storia, sociologia, arti.
Nel 2008 ha fondato l’Appel des Appels, un collettivo che raccoglie trasversalmente professionisti delle più diverse discipline (dal campo della ricerca a quelli dell’insegnamento, della giustizia, della cura, dell’informazione, della cultura), chiamati a “resistere alla distruzione volontaria e sistematica di tutto ciò che tesse il legame sociale” (http://www.appeldesappels.org).
Alla fine del 2021 è uscito un film documentario dal titolo Une époque sans esprit (Un’epoca senz’anima), realizzato dal regista Xavier Gayan. Il film, che ha trovato in Francia larghissima diffusione e animato appassionati dibattiti, traccia un percorso di pensiero e di impegno culturale che si sviluppa a partire da domande cruciali: come possiamo coltivare il legame sociale, la creazione, la cultura, in un mondo dominato dagli algoritmi e dalle leggi del mercato? Qual è il ruolo del gioco, della creatività, del piacere, nella nostra costruzione psichica? Come possiamo opporci alla degradazione dei mestieri, assoggettati alla produttività e al controllo? Come opporci al governo della paura, che coltiva l’insicurezza attraverso la generalizzazione del rischio e della precarietà?
Nel suo ultimo libro Gori ha scritto: “Oggi la brutalizzazione dei rapporti sociali e l’estrema violenza delle aggressioni ordinarie devono essere lette dal punto di vista di una società che sacrifica la cultura del dialogo e impedisce il processo di pensiero. L’Altro non è più colui dal quale ci si aspetta il riconoscimento simbolico, ma il partner di un gioco di guerre sociali in cui il soggetto misura la propria forza”. La cultura è esercizio politico. Non sono le opere, non è la letteratura: “la cultura è il modo di rivolgersi gli uni agli altri, è il modo con cui ci prendiamo cura del linguaggio. La cultura, è il modo di vivere”.
Su iniziativa dell’associazione psicoanalitica e culturale OfficinaMentis, in collaborazione con l’Università di Bologna, Dipartimento delle Arti e la libreria indipendente Confraternita dell’uva, il film, in lingua originale sottotitolato in italiano, sarà proiettato in anteprima italiana a Bologna, presso il DAMSLab Auditorium venerdì 11 aprile alle ore 14 e presso la Fondazione Lercaro sabato 12 aprile alle ore 15.30, in presenza di Roland Gori chiamato a dibattere con il pubblico. Il venerdì interverranno Roberta Paltrinieri e Giovanna Cosenza per l’Università di Bologna, i l sa bato Ma riangela Pier antozzi per OfficinaMentis, Paolo Migone per Psicoterapia e Scienze Umane e Claude Allione per Espace Analytique.
Venerdì 11 aprile, alle 18.30, lo scambio con Roland Gori proseguirà presso la libreria Confraternita dell’uva, dove si concentrerà sui temi sviluppati nel libro Dé-civilisation: les nouvelles logiques de l’emprise (De-civilizzazione: le nuove logiche del dominio) (2025), appena pubblicato.
Psicoanalista e professore emerito di psicopatologia all’università di Aix-Marseille-I, Roland Gori è anche fondatore e direttore della rivista Cliniques méditerranéennes. Allievo di Didier Anzieu, succede a René Kaès nell’insegnamento di psicopatologia clinica a Aix-Marseille-I. Fin dall’inizio la parola e il linguaggio trovano un posto essenziale nella sua scrittura e nel suo insegnamento. Fonda nel 1983 il CIRPC (Centre Interrégional de Recherches en Psychopathologie Clinique), dal quale è nata la rivista Cliniques méditerranéennes e, nel 2000, con Pierre Fédida, il SIUEERPP (Séminaire inter-universitaire européen d’enseignement e de recherche en psychopathologie e psychanalyse).

A partire dai primissimi anni Duemila porta avanti instancabilmente un generoso e gigantesco lavoro etico e politico, che si muove all’incrocio tra Bio/bibliografia di Roland Gori psicoanalisi, filosofia, storia, sociologia, in uno strettissimo dialogo interdisciplinare. Le derive di un mondo sempre più regolato dagli algoritmi e dalle leggi di mercato, la parola sottratta alla ricchezza della sua polivocità, appiattita a strumento di propaganda e di informazione, la soggettività ridotta a comportamenti neuro-cognitivi, diventano i grandi temi affrontati da uno psicoanalista profondamente e lucidamente coinvolto nella crisi del mondo.
Autore di numerosi saggi, ricordiamo tra i più recenti: La dignité de penser, 2011 (trad.it. La dignità di pensare, 2015); La fabrique des imposteurs, 2013; Faut-il renoncer à la liberté pour être heureux?, 2014; L’Individu ingouvernable, 2015; Un monde sans esprit. La fabrique des terrorismes, 2016 (trad. it. Un mondo senz’anima. La fabbrica dei terrorismi, 2018); Et si l’effondrement avait déjà eu lieu: l’étrange défaite de nos croyances, 2020; La fabrique de nos servitudes, 2023; La dé-civilisation. Les nouvelles logiques de l’emprise, 2025.